Angela

Vico
dei Carbonari a Forcella Angela ritorna dalla scuola , è affaticata
le borse della spesa e quella folla!
Tutti
i giorni così,le tremano le gambe e ricomincia a sudare
Tolse
la parrucca sale-pepe,i finti occhiali e si guardo’ allo specchi;era
proprio così troppo bella e non voleva più che questa sua bellezza
fosse motivo di dolore e passsione per nessuno
Lo
aveva giurato
Da
quanti anni quella sensazione di vuoto,oppressione,malessere,paura?
Sensi
di colpa che la soffocavano
La
stanzetta ricavata dal prolungamento del corridoio lontano dalla
camera dei genitori
La
sera ,dopo carosello,obbligata ad attraversare quel lungo cunicolo
che immaginava dovesse risucchiarla,come vedeva fare l’aspirapolvere
con le cose che si devono pulire
Andava
a letto tremante e sotto le coperte si nascondeva dalle ombre che si
espandevano a dismisura sulle pareti
L’orsetto
poi!!! un mostro,un orco pronto a divorarla
Tremava
e pregava il buon Gesù di farla dormire serena,almeno quella notte
Quella
sera era particolare
L’indomani
era un giorno importane;il primo giorno di scuola
Dopo
anni di attesa era riuscita a prendere una supplenza
Di
tanto in tanto,non sapeva se sognava,guardava la porticina e tremava
L’orsetto,il
coniglio,e la bambola,che le aveva regalato la nonna,gigantesche
figure:streghe,mostri,orchi che quel raggio di luce proveniente dal
corridoio proiettava sulle pareti erano là pronti a divorarla ,a
farle sentire ancora una volta quel lancinante dolore che non
riusciva a capire
Quando
raccontava quei brutti sogni a sua madre si sentiva rassicurata
“non
è niente piccola..lo sai ti capita sempre quando mangi tanto e ti
riempi il pancino di tutte quelle schifezze….prendi questo e oggi
mangi in bianco…….”
L’aula
era spaziosa
I
bambini e le bambine le sorridevano felici ogni volta che entravano
in classe e con un inchino la salutavano
Ormai
erano due anni
Li
conosceva tutti e a tutti guardava negli occhi
Continuava
a domandarsi se anche loro facessero quei brutti sogni ;i suoi incubi
che continuavano a torturarla
Lei
che motivi aveva per continuare a tremare ,ad aver paura del
buio,degli orchi?
Ricordava
benissimo quando i gendarmi entrarono nella sua stanzetta e
….ammanettarono l’orco.
Ma
non se lo sarebbe mai perdotato.

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