gelso

Si era comprato la nuova 600
Quella mattina si era svegliato prima del solito,non vedeva l’ora di mostrare quel gioiellino ad Anna
S’inarcava su per la salita dei Ponti Rossi ……..
Stranamente….d’improvviso,si districava tra enormi radici ,foglie secche e cunicoli ,come se si trovasse all’interno di un labirinto
Le sue grida,le sue canzoni d’amore inascoltate,i suoi sogni e le sue malinconie a riempire una disperata solitudine, gli ritornavano contro come eco
I suoi ricordi ,una grossa biglia numero otto che lo deponeva in una buca

Aveva la sensazione di non emettere alcun suono ,anche se gridava disperatamente
Si sentiva preso,anzi,attratto verso l’alto da una specie di vortice,pensò stranamente di stare in un tubo di aspirapolvere al cui termine una luce strana nel suo bagliore azzurrognolo,si alternava al buio piu nero che potesse immaginare

Cercava disperatamente di liberarsi da radici che gli entravano dentro,ma più le strappava più sentiva come la pelle lacerarsi

Esausto cercava di chiudere gli occhi,o aprirli, non gli era chiaro.

Erano questi i suoi pensieri quando udì la finestra aprirsi,
la guardò e provò un brivido lungo la schiena e uno scossone,come se un vento gelido li fosse penetrato dentro.

Allungò le braccia per stringerla forte.

La ragazza guardò l’albero di gelso,il mazzo di rose rosse che ormai da un anno vi legava tutte le mattine alla stessa ora
Osservò i rami che il vento aveva portato a sfiorare la finestra,ebbe un brivido piacevole come di una carezza.
Ma che strano…il mio gelso
Lo guardò di nuovo e vide petali cadere al suolo
Pensò a lacrime,ma poi sorrise per lo strano paragone.

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