O’ piscialietto

Convento
dei monaci a Pozzuoli quello
adiacente la chiesetta di San Gennaro,dov’è conservata la pietra
che stava sotto il ceppo dove fu decapitato il Santo e che nello
stesso giorno che avviene il miracolo dello scioglimento del sangue
nel duomo di Napoli,lo stesso miracolo avviene su questa pietra.
Le
dieci di sera,Mario ,un ragazzino di 9 anni era arrivato con tutti i
suoi compagni
La
corriera che li aveva accompagnati al convento,dovevano passarci due
mesi ,aveva avuto un guasto e erano arrivati tardi…anzi tardissimo
I
monaci li fecero accomodare nel refettorio e vista l’ora
tarda,avevano preparato del latte e dei biscotti
Attraversarono
un lungo corridoi ,molto fortunati i compagni che stavano nelle prime
camerate non dovevano guardarsi le nicchie ai lati del corridoio con
quelle statue di santi,o monaci che nella penombra facevano spavento.
Finalmente
Mario si distese nella sua cuccetta
Doveva
essere notte fonda quando fu svegliato
Un
bambino come lui,forse più piccolo continuava a scrollargli una
spalla
“ho
fame…hai qualche biscotto…una caramella qualche cosa ?”
Mario
si stropicciò gli occhi :”aspetta ….dentr’o sacchetto ce stà
na busta e caramelle…uè,nun te piglia tutte tu..”
“no!
Una…doei…trè….bona notte!”
Si
allontanò con i suoi calzoncini corti,senza scarpe lungo le brande
,verso la luce in fondo allo stanzone proveniente dalla porta
“bo..sarà
di un’altra scuola…”
La
mattina nel refettorio dovettero rimanere tutti in piedi e in
silenzio fino all’arrivo del priore che doveva fare una ramanzina a
parecchi ragazzi
“,sembra
che molti abbiano fatto la piscia a letto” si mormorava di banco in
banco.
Infatti
il priore con una voce da caverna fece l’elenco di tutti quelli che
per punizione non venivano portati in spiaggia perché avevano
bagnato le lenzuola e non solo,ma fatto proprio un diluvio nei
letti…quasi un ruscello al centro delle camerate.
Pochi
furono quelli che salirono sulla corriera
Arrivati
in spiaggia…si raccontavano l’accaduto e lo raccontavano anche ai
signori pescatori che li ascoltavano sorridendo
“pure
quest’anno (interloqui un vecchio con la barba) ogni anno la stessa
storia
E’
stato o Munaciello del convento. Na creatura affogata proprio la
(mostrando uno scoglio in mezzo al mare) molti anni fa,forse prima
che nascessi io.
Era
venuto pure lui alla colonia dai monaci
Una
bella mattina tengo famme,tengo famme e nu guaglione le dette una
mnarenna (un filone di pane con companatico) accussi (facendo un
largo gesto con le mani)
O
guaglione se la mangiò in un minuto…poi si andò a buttare a mare
e la è rimasto…
adesso
si vendica :accompare la notte e chi non li da niente da mangiare li
fa i dispetti
A
volte piscia,a volte fa perfino la pupù….ma se s’incazza
veramente…so guai. Una volta hanno trovato tutti i vestiti con dei
buchi ,come quelle delle bruciature di sigarette…””Da quella
sera tutti i bambini della colonia si portavano dietro un pò di cena
e non vi furono più pisce a letto.
Qualcuno
dice che questa leggenda sia stata inventata da qualche madre per
evitare che i bambini facessero il bagno dopo mangiato…m
ah!

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