I SOGNI

Un osteria,dieci amici
Il gioco solito:la “ passatella” con una variante:prima di bere il boccale di birra dovevanoraccontare una storia
Una storia inventata,una leggenda metropolitana,un ricordo o il racconto di qualcuno
L’unico limite,per velocizzare il gioco e non rimanere per troppo tempo a bocca asciutta ,i racconti non dovevano superare una cartella  ,massimo due.
Sarebbero andati avanti per una settimana
Alla fine non c’era un vincitore perché la birra e aver staccato la spina dalle loro vite monotone di impiegati e pensionati li aveva premiati tutti.
Il balcone.
dove vai…..quando tu resti sola…..”
Continuava ad ascoltare
Battisti era da sempre il suo cantautore preferito;questa canzone poi!
Gli occhiali penzoloni sul naso che ogni tanto tirava su con l’indice,perdendo momentaneamente
la riga del cruciverba.
Il suo cruciverba,il suo disco preferito,la sua poltrona di vimini e lo spettacolo che
gli poneva davanti l’orizzonte :” il suo nuovo regno.”
amava ripetere agli amici da quando era andato in pensione.
Certo che era bello starsene fuori al balcone e guardare il panorama,respirare a pieni polmoni,
quando non aveva una sigaretta in bocca e godersi lo spettacolo del mare
Sentire quella voce a volte suadente,a volte minacciosa
Come sa essere la voce di una donna quando è suadente,quando è minacciosa
La sua ribellione,la sua inquietudine ad un destino che lo vuole eternamente infrangersi
sugli scogli; vani i tentativi di fuga
Guardandolo sembrava volesse diventare nuvola,quando alzandosi
per un attimo al cielo…il suo bianco sembrava unirsi all’infinito
Poi ricadere giù urlando di rabbia
Altre volte sereno, come la rassegnazione bisbigliare lentamente
Come faceva sua madre , le zie e sua nonna le sere di Maggio dedicate alla Madonna
Un Rosario cadenzato,lento,senza fretta, quasi per paura di finire troppo presto quell’attimo di pace.
“…il ricordo come sai non consola…”
Il formicolio ai piedi era arrivato alle ginocchia
Forse la sabbia o il troppo sole,o qualche animaletto;continuava a dimenarle,mandando via qualcosa che non riusciva a capire,a vedere
Aveva,nel fare questi movimenti lasciato cadere il libro ,nel raccoglierlo alzò gli occhi e la vide
Quasi luminosa tra gli scogli
Il suo corpo disteso seguiva la linea sinuosa dei massi,dove sono chiari;dove non battono le onde
Dio!se era bella
Pensò a quella pelle così chiara…..quasi bianca in contrasto con il velluto nero dei capelli,che visti di lontano sembravano un manto…una specie di cappuccio come quello dei frati
Il volto a malapena si distingueva…il suo candore sembrava riflettere la luce del sole e accecarlo.
       “io la morte abbracciai….ho paura…...”       
Spruzzi d’acqua dovevano averla svegliata perché si guardò intorno come per realizzare dov’era;durò un istante l
Lo guardò fisso
Sorrise
Poi i lunghi capelli le coprirono il volto
Sentiva che il formicolio aveva invaso tutto il corpo
Se era gelata l’acqua
Sentì quel freddo penetrargli fin dentro le ossa,ma qualcosa lo spingeva ad andare contro quella barriera di pietre
Aveva la sensazione che altre volte aveva visto quella donna,ma non era mai riuscito ad incontrarla
Era sempre fuggita via;o forse inconsapevolmente lui aveva fatto di tutto per non incontrarla
Non aveva più il fiato di una volta;faticava a respirare
       “su nel cielo aperto..       
       e poi gių il deserto       
       e poi ancora in alto…       
       con un grande salto.”       
 
       Anna uscì fuori al balcone e poggiò sul tavolino la tazzina di caffè       
       Lo guardò “dio se è ancora bello” si disse       
       Guardò il suo sorriso,gli occhiali pendenti sul naso,la sigaretta come al solito    
     consumarsi da sola      
     nel posacenere       
       Non volle svegliarlo       
       Solo qualche ora dopo capì che non poteva     
    distrarlo più dai suoi sogni.       
 
 
 
 
  carlo battimelli da:nino
racconti e leggende metropolitane 
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